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Oltre all'osservazione verso le bonifiche, di carattere prettamente faunistico, consigliamo alcune soste per salire sull'argine del canale Canadere e godere la visuale dei canneti fluviali e dei tipici casoni, un tempo abitazioni dei pescatori caorlini e oggi utilizzati come depandance turistica.
Giunti a Porto Falconera lo sterrato svolta verso sinistra, costeggiando la pineta di Valle Vecchia. Qui risultano interessanti una o più soste: attraverso le stradine di accesso al mare si accede all'arenile per osservare gli ambienti litoranei e di retroduna, che nella parte orientale dell'isola sono piuttosto profondi. Pur mancando le tipiche formazioni dunali, osserviamo l'interessante prateria arida in cui dominano l'erbacea Schoenus nigricans e l'elegante canna di Ravenna (Saccarum ravennae).
La vegetazione originale delle dune stabilizzate è oggi scomparsa, sostituita da una pineta di impianto artificiale di scarso rilievo naturalistico: alcune note piacevoli sono date dalla presenza di un'interessante avifauna nidificante tra cui segnaliamo l'Occhiocotto (Sylvia melanocephala), la Ghiandaia (Garrulus glandarius), il Colombaccio (Columba palumbus) e il Gufo comune (Asio otus). Nelle radure boschive sono ancora presenti la Vipera comune (Vipera aspis) e il Saettone (Elaphe longissima) che trovano qui una delle ultime stazioni costiere del Veneto.
Superata la confluenza con la strada per Brussa, proseguiamo lungo lo sterrato in direzione Est. Alla nostra destra continuiamo a costeggiare la pineta. Sulla sinistra, marginali ai campi coltivati, vi sono alcune aree incolte, stagionalmente allagate, in cui cresce l'orchidea Epipactis palustris. Nelle aree più asciutte, tra la vegetazione erbacea, nidificano due specie non comuni: si tratta della Cappellaccia (Galerida cristata) e dello Strillozzo (Miliaria calandra), passeriformi dotati di un piumaggio mimetico ma individuabili dai caratteristici canti. Sono questi i territori di caccia dei rapaci, qui presenti con una popolazione svernante tra le più significative dell'intera provincia: Falco di palude, Albanella reale, Poiana, Sparviere e Gheppio sono le specie che si possono osservare con relativa facilità.
Continuando il percorso notiamo che la pineta si dirada; qui il litorale si stringe e lascia spazio agli ambienti alofili delle barene. Una sosta sull'argine è d'obbligo per rendersi conto della variazione del paesaggio e degli ambienti naturali; la visuale spazia verso Porto Baseleghe e il litorale di Bibione. Di particolare interesse sono le velme e i bassi fondali che ospitano ogni anno, nei periodi di passo e svernamento, migliaia di limicoli che qui vengono ad alimentarsi.
Giunti alla confluenza con il canale Baseleghe svoltiamo a sinistra e costeggiamo l'argine fino alla confluenza a sinistra con uno sterrato che ci riporta alla strada principale.































 
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